GI BUZZ' CD: ANTICA GRECIA
Progetto "Persefone"
Il Progetto Persefone iniziato nel 2011 doveva contenere 6 brani infernali e 7 celesti, ma l’ho interrotto dopo la stesura di 3 soli brani. A distanza di sette anni, l’ho ripreso e completato tra luglio e agosto del 2017, cambiandone in parte lo scopo. Conservano la struttura 6+7, ma i brani infernali, diventano mitologici, tranne il melograno di Persefone. Apre il CD il brano Aedona uccide il proprio figlio Ati dedicato all’episodio più cruento della vita di Aedona, sposa di Zeto, re di Tebe. Il fratello di Zeto, Anfione, aveva invece sposato Niobe, da cui aveva avuto sette figli maschi e sette femmine, mentre Aedone aveva partorito solo un maschio ed una femmina. Colma d’invidia, Aedone decide di uccidere il primogenito di Niobe: nottetempo giunge nella camera dove dormivano i figli sia suoi che di Niobe, e nel buio, sbagliando letto, invece di uccidere il figlio della cognata, uccide il proprio, Ati. Zeus, commosso dal pianto di Aedona, decide di trasformarla in un usignolo, che secondo la leggenda, è l’uccello che piange durante la notte.
A Niobe è dedicato il secondo brano, Le lacrime di Niobe, lacrime versate per la morte dei suoi figli maschi trafitti da Apollo nel bosco mentre cacciavano e delle figlie femmine uccise da Artemide ad eccezione di Cloride (terzo brano). Secondo quanto narra Ovidio, Niobe in lacrime, si trasforma in blocco di marmo dal quale scaturisce una fonte. Cloride, unica sopravvissuta, avrà dodici figli maschi, uccisi da Eracle ad eccezione di Periclimeno trasformato in aquila, e Nestore che da Apollo riceve la grazia di vivere per tre generazioni (gli anni dei fratelli di Cloride da lui uccisi).
Nella mitologia greca, Pandora (“tutti i doni”) è la prima donna mortale, creata da Efesto su ordine di Zeus. A lei è dedicato il quarto brano: Il vaso di Pandora. Il suo mito è legato, infatti, a quello del vaso che lo stesso Zeus le avrebbe affidato e che Pandora avrebbe aperto, per curiosità, liberando i mali del mondo: la vecchiaia, la gelosia, la malattia, la pazzia ed il vizio, che si abbatterono sull’umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Prima di questo momento l’umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale, simile ad un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza, l’ultima a morire, ed il mondo riprese a vivere.
Il melograno di Persefone è il quinto brano. Persefone figlia di Demetra e Zeus, o, secondo un’altra leggenda, di Zeus e della dea omonima del fiume infernale Stige. Viene rapita dallo zio Ade, dio dell’oltretomba, che la porta negli inferi per sposarla ancora fanciulla contro la sua volontà. Una volta negli inferi le viene offerta della frutta; ella mangia, senza appetito, solo sei semi di melograno. Persefone ignora però che chi mangia i frutti degli inferi è costretto a rimanervi per l’eternità. Il significato del melograno può certamente rimandare al matrimonio e alla fertilità. Secondo altre interpretazioni, il frutto che nel mito stabilisce il contatto con il regno dell’oltretomba non è il melograno ma, a causa delle sue virtù narcotiche e psicotrope, l’oppio, la cui capsula è straordinariamente simile (tranne le dimensioni, che sono più ridotte) al frutto del melograno.
Il sesto brano, Eos dalle rosee dita, fa da ponte ai successivi sette brani celesti. Eos è la dea dell’aurora. Esiodo la indica come figlia di due titani: Iperione e Teia. È sorella di Elio e di Selene. È moglie di Astreo, col quale ha generato i venti Zefiro, Borea, Noto ed Apeliote. Omero la chiama “la dea dalle rosee dita” per l’effetto che si vede nel cielo all’alba.
I successivi sette brani celesti sono dedicati alle stelle Pleadi che si possono osservare nel cielo notturno a occhio nudo.
Le Pleiadi (dal greco peleiades, colombe) erano le compagne di Artemide, la dea della caccia. Orione, il famoso cacciatore, le inseguiva per tutta la terra e loro si rifugiarono nei campi della Beozia. Gli dei si mossero a compassione trasformando le ragazze in colombe e immortalando in seguito la loro figura nelle stelle. A causa della loro brillantezza e vicinanza fra loro, le Pleiadi sono note dall’antichità: Omero le citava, come pure Tolomeo ed altri autori dell’età classica. Da quando fu noto che le stelle erano corpi celesti simili al Sole, si iniziò ad ipotizzare che fossero in qualche modo legate fra loro; con l’osservazione e gli studi astronomici, fu chiaro che le Pleiadi fossero realmente legate gravitazionalmente e che avessero un'origine comune. Esse appaiono come un fitto gruppetto di astri molto vicini fra loro, di colore azzurro e dalla forma caratteristica, che ricorda quella di una chiocciola o una miniatura dell’Orsa Minore. La grande visibilità delle Pleiadi nel cielo notturno ha fatto in modo che esse fossero considerate un importante riferimento in molte culture, sia antiche che moderne.
Persefone
Brani CD
1 Aedona uccide il proprio figlio Ati (2011) 3:33
2. Le lacrime di Niobe (2011) 4:00
3. Cloride (2017) 2:08
4. Il vaso di Pandora (2017) 9:09
5. Il melograno di Persefone (2017) 5:09
6. Eos, dea dalle rosee dita (2011) 5:16
7-13. Le Pleadi (2017):
Asterope 2:42
Merope 4:51
Elettra 2:32
Maia 2:50
Taigete 4:24
Celaeno 2:13
Alcyone 3:44
Monte Elicona, ludus chori
Colimba, Iunce, Cencride, Cissa, Cloride, Acalantide, Nessa, Pipo, Dracontide erano le Pieridi (Piche), le nove figlie di Pierio di Pella e di Evippa. Abilissime nel canto, si recarono sul Monte Elicona, la sede delle Muse per sfidarle in una gara di canto; ma le Pieridi persero grazie al canto melodico di Calliope, e le Muse per punirle le trasformarono in uccelli.
Nella mitologia greca Calliope (dalla bella voce) era la musa della poesia epica, figlia di Zeus e Mnemosine, conosciuta come la Musa di Omero, l’ispiratrice dell’Iliade e dell'Odissea.
Brani CD
1. Monte Elicona 6:09
2. Pieridi 2:11
3. Colimba 2:53
4. Acalantide 1:19
5. Pipo 2:35
6. Cissa 1:04
7. Dracontide 3:07
8. Cloride 2:14
9. Nessa 2:34
10. Cencride 1:31
11. Iunce 3:48
12. Calliope 2:47
13. Mnemosine 2:19
Anemoi (brani per fiati)
Gli Anemoi ( Ἄνεμοι, Ánemoi [Venti]) sono le personificazioni dei venti nella mitologia greca. Figli del titano Astreo, dio del crepuscolo, ed Eos, la dea dell’aurora. Gli Anemoi vengono rappresentati come creature umanoidi alate di età differenti, ma anche come cavalli divini che trainano la quadriga di Zeus. I nomi degli Anemoi designano semplicemente direzioni ben precise dei venti. In Esiodo vengono nominati principalmente tre degli Anemoi:
Zefiro, il vento dell’est, esso porta la Primavera con le prime brezze estive; Borea, il vento del nord, esso porta l’Inverno con l’aria fredda; Noto, il vento del sud, esso porta l’Estate con i temporali e le burrasche.
Per i greci ai tempi di Erodoto si avevano solo tre stagioni. Il quarto vento, l’Euro, colui che soffia da (Sud) Ovest e corrisponde all’autunno, compare nell’Odissea di Omero.
A questi si aggiunsero altri quattro venti secondari e sono così rappresentati:
Borea (Nord) uomo con mantello e conchiglia nella quale soffia; Kaikias (Nord-est) uomo, lancia oggetti rotondi da uno scudo rotondo; Apeliote (Est) ragazzo che porta un mantello riempito di frutti e frumento; Euro (Sud-est) anziano avvolto in un mantello; Ostro (Sud) uomo che svuota una giara; Lips (Sud-ovest) giovane con un dritto di prua; Zefiro (Ovest) giovane che porta un mantello floreale; Scirone (Nord-ovest) uomo barbuto che tiene in un contenitore di bronzo carbone e ceneri calde.
Brani CD
1. Anemoi 1:36
2. Zefiro gentile 2:02
3. Le calde ceneri di Scirone 4:304. Aquilone soffia nella conchiglia 4:13
5. Lo scudo rotondo di Kaikias 2:56
6. Lips gioca sulla prua della nave 2:27
7. Borea col mantello di ghiaccio 3:08
8. I frutti di Apeliote 3:05
9. Ostro svuota la giara 4:49
10. Noto che porta l’estate 4:33